Recensioni

martedì 19 maggio 2015

Recensione del libro "Come una pianta di cappero" di Massimo Granchi

 

Titolo: Come una pianta di cappero
Autore: Massimo Granchi
Editore: 0111 Edizioni
Collana: LaRossa
Pagine: 246
Ebook: € 8,99
Cartaceo: € 16,00
Data di pubblicazione: Ottobre 2013 







  

Sinossi:


Edda nasce nella seconda metà del Novecento in una famiglia di umili origini e in un quartiere popolare alla periferia di Cagliari. Una madre distratta da tanti figli e dall’alcool, un padre troppo assente per motivi di lavoro, la lasciano crescere ostinata e fragile, in mezzo alle molteplici stravaganze dei suoi fratelli. Il sogno è l’unica dimensione in cui può vivere. Edda, infatti, vorrebbe godersi la libertà fuori dalle quattro mura domestiche, dalla sua città e da se stessa. Alcuni viaggi verso l’emancipazione, a volte obbligati, la portano per lunghi periodi a vivere in Continente. A Palermo fa la giostraia ed è ospite di una famiglia di zingari. A Roma è acrobata in un circo. Mentre la vita incombe, si definiscono in lei i segni di una debolezza emotiva profonda, aggravata dai molti ostacoli che incontra, dagli amori infelici e dai fallimenti che subisce. Conosce Onofrio, l’uomo che diventerà suo marito, e grazie a lui sembra pacificarsi con la parte tormentata della sua anima. Che cosa accade però quando il viaggio non può più essere un rifugio? Quando la stabilità sfugge ed è minata da rapporti umani tormentati, dall’improvvisa malattia di un padre adorato e dalla tragica morte del fratello più caro? L’incapacità di vivere di Edda si trasforma. Diventa malinconia, poi ansia e infine depressione, una malattia che non le lascia scampo e annebbia il resto. Come una pianta di cappero è un romanzo che esplora le fragilità umane e la paura di vivere per proporre una riflessione sull’amore, sulla ricerca della felicità e sui suoi lati oscuri.



Recensione:

“Come una pianta di cappero” è un libro molto intenso e toccante che narra l'intera vita di Edda sin dai tempi della sua infanzia. La maestra della scuola definisce Edda come “una creatura riflessiva e dall’intelligenza silenziosa”, ma Edda vive in un ambiente di forti ristrettezze economiche:



Il suo stomaco borbottava dopo pochi minuti dall’ingresso a scuola. Le interiora erano strette da una morsa. Il dolore si espandeva lungo nervi e pareti molli. Un sibilo s’insinuava nella testa e non la abbandonava per il resto della giornata.

Edda era magra, con braccia e gambe esili e ampi solchi ombrosi le avvolgevano gli occhi.

… All'ora di disegno la testa le ciondolava sul banco. Volgeva lo sguardo oltre la finestra e cercava il patio, l’erba selvatica dalle larghe foglie tumide che celavano bacche verdi commestibili. Guardava le rocce bianche del colle di Tuvumannu erto fino a Piazza d’Armi, stagliato poco più avanti come un gigante dietro le inferriate del cancello. Scrutava i fusti ramificati di capperi aggrappati caparbiamente alla roccia, le gonfie pale cariche di fichi d’india cresciuti a grappoli sulle piante selvatiche sparse lungo la strada e pensava che si sarebbe salvata solo addentandoli all’istante



In questi primi anni di scuola Edda sogna di divenire una grande scrittrice come Grazia Deledda e scrive poesie in cui prefigura il suo avvenire.



Cosa vorrei essere”:

Vorrei essere un’aquila

Se fossi un’aquila potrei volare

Mi piacerebbe essere un fulmine

E se fossi un fulmine potrei splendere

Ma se fossi neve allora sparirei

e dormirei nella pace



Edda è costretta ad abbandonare ben presto la scuola e a darsi da fare per trovare un impiego, perché la sua famiglia versa in condizioni molto precarie. Il padre è sempre lontano per motivi di lavoro, la madre è alcolizzata e non riesce a badare bene alla figliolanza numerosa.



Edda non ha mai vissuto la spensieratezza e l'innocenza tipiche dell'infanzia e mentre osserva i bambini giocare...

...con gli occhi fissi sui quei volti gioiosi, custodiva l’amara sensazione di non avere niente in comune con loro. Ancorata a questa sensazione, diventata speciale per lei mentre il vuoto contribuiva ad alimentare la riottosità repressa, sfamava un’innaturale senso di sufficienza nei confronti della vita e un’insana inclinazione verso l’illusione. Erano soprattutto la spensieratezza e l'innocenza che Edda non aveva mai provato. Nei giorni di solitudine trascorsi in casa le aveva cercate disperatamente, senza sapere cosa fossero.



Ben presto Edda inizia a vagare da una città all'altra e da un impiego all'altro, nella perenne ricerca della sua dimensione ideale in cui sentirsi realizzata.

Edda non ha ancora maturato in se stessa le abilità atte a fronteggiare le avversità che inevitabilmente incontra nel suo percorso di vita.

La condizione familiare, un'infanzia di ristrettezze e la ricerca precoce di una situazione di indipendenza hanno costretto Edda a crescere in fretta senza poter maturare la costruzione di una personalità solida e stabile.

Edda prova un senso di solitudine incolmabile e un'instabilità emotiva che la costringono alla perenne sensazione di trovarsi sempre nel posto sbagliato ed a fuggire in continuazione in cerca di qualcosa non ben definito.

Quando incontra Onofrio, un uomo molto paziente e premuroso, sembra che la sua vita stia prendendo la giusta direzione: si sposa e costruisce ben presto una famiglia. Edda, però, è sempre insoddisfatta e non riesce a sopportare quel malessere sottile e invadente che le opprime l'animo perennemente, così il passo verso vortice della depressione diventa inevitabile.



“Come una pianta di cappero” è un romanzo molto coinvolgente che fa vivere al lettore numerose e diversificate emozioni. Nelle prime parti del romanzo il cuore del lettore si carica di speranza, seguendo l'affannosa ricerca di Edda della sua strada e della felicità. Pian piano, però, si insinua nell'animo un velo di malinconia, quando, procedendo con la lettura, il lettore si rende conto come “il male di vivere” possa essere così determinante nell'allontanare ogni possibilità di vivere una vita serena e appagante.



L'autore Massimo Granchi dimostra ottime capacità narrative, riuscendo a descrivere luoghi, personaggi e situazioni con grande abilità, rendendo quasi vive e reali le situazioni raccontate.

Le descrizioni di Cagliari, la sua città natale, e delle altre città toccate dai numerosi spostamenti di Edda, invitano il lettore ad immedesimarsi sino al punto di avere la percezione di trovarsi in quei luoghi:



Roma si svelò, magnifica e caotica, agli occhi di Edda. Le levò il fiato. La scosse dentro. I monumenti imponenti sovrastavano il suo sguardo abbagliato. Sulle strade larghe e popolose si affacciavano vetrine luminose di negozi grossi come grandi magazzini. I giardini pubblici sembravano parchi di ville principesche. Qualcuno di questi celava tra gli olmi edifici nobili con ampi ingressi colonnati e lastrici solari di marmo. Erano palazzi lussuosi con finestre dai vetri rifrangenti. Le fontane avevano la forma di ampi barconi a pianta ovale dove guizzavano delfini, sirene e tritoni di travertino che lanciavano getti d’acqua diamantina, spargendo nel vento, e contro il viso di Edda, particelle di pioggia. Lei si perdeva e si lasciava inebriare.



Consiglio vivamente la lettura di questo bel romanzo perché è scritto molto bene e perché suggerisce un percorso di riflessione sull'esistenza, sulla condizione umana, sulle risorse costruttive da ricercare dentro di sé, al fine di non farsi sopraffare dagli eventi e dalle circostanze meno propizie.

Luce














8 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie carissima, mi lasci senza parole :)

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  2. Ciao, mi sono iscritta come lettore fisso al tuo bellissimo blog! Da poco ne ho aperto uno anche io! Ti va di diventare lettore fisso del mio! Grazie ti aspetto! <3 ciao LINK: http://sweetworld997.blogspot.it/

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    1. Grazie di <3 Ricambio molto volentieri :D

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  3. Ma che recensione bellissima!!! Mi piace molto come scrivi Luce. Il romanzo di cui parli mi sembra molto interessante.

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    1. Grazie, sono contenta che ti piaccia. Il romanzo tratta argomenti molto delicati verso la fine. Nel complesso è una lettura molto piacevole.

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  4. La cover è un po' inquietante, però l'argomento trattato è davvero molto interessante, lo leggerei!

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    1. Io trovo molto bella la cover, anche se è un po' inquietante in effetti :) Ti consiglio vivamente la lettura.

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